Cos’è lo smart working

Lo smart working o “smartworking” è il modo di lavorare che permette di non essere legati a tempi e luoghi specifici.

Con questa modalità di lavoro puoi andare in ufficio o lavorare da casa a giorni alterni. O lavorare dalla casa in montagna o al mare, se ti viene voglia.

Sinonimo di lavoro agile

Nel periodo di pandemia tra zone gialle, arancione, rosse e verdi fosforescenti questo vocabolo ha trovato una sua vita propria. Viene usato come sinonimo di “lavoro agile” ma secondo noi tra i due termini c’è una profonda differenza.

Lo “smartworking” o “smart working” non è definito dal codice civile e nemmeno da leggi o norme… o almeno, non ci risulta. Visto che di norme in Italia ne escono decine al giorno magari ci siamo persi un pezzo.

Eppure di smart working si sente parlare moltissimo e anche a sproposito. Il lavoro agile invece è definito da una legge dello stato (del 22 maggio 2017, n. 81).

Sul Corriere della Sera abbiamo letto pezzi che parlano di ansia e paranoia da videochiamata e di «fatigue» (fatica sembra brutto?) da lavoro intelligente (che poi è la traduzione di smart).  Anche Repubblica ne ha pubblicate di perle, tipo che per sopravvivere serve lo psicologo o che la soluzione va moderata altrimenti è una trappola che danneggia il mercato immobiliare.

Cosa serve per lo smart working

Molte guide che abbiamo letto si concentrano su dispositivi hardware e software per il lavoro a distanza. Certo, ti servono un computer portatile, una connessione a internet stabile e affidabile, prima che veloce e ti puoi remotare. Quella è la base per iniziare.

4 gadget per stare meglio subito

Oltre alle cose che compri su Amazon però ti serve anche un po’ di pratica e competenza, oltre che un ambiente di lavoro che non sia ostile ai cambiamenti.
Per questo ti suggeriamo di seguirci e far leggere Remotati ai colleghi.

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Lo smart working in Italia

LAVORATORI AGILI

IMPIEGATI IN PMI AGILI

GIORNI DI LAVORO REMOTO ALLA SETTIMANA

LAVORATORI AGILI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Che vantaggi dà lo smart working

Bisogna distinguere subito tra vantaggi per i lavoratori, per le aziende e per la società in generale. Per tutti questi possiamo fare elenchi di vantaggi sia basati sulla nostra esperienza, “a pelle” che citando studi. 

Con tutti i limiti della nostra fallibilità, ecco i nostri vantaggi preferiti

Per i lavoratori

Se dovessimo scegliere le parole chiave diremmo flessibilità, autonomia, indipendenza associate a concentrazione, produttività, efficienza. Quando vengono rimossi gli obblighi di essere in ufficio a timbrare un cartellino entro le 8:00 si passa dal fantozzismo (o taylorismo, per usare un termine da intellettualoide di sinistra) al lavoro moderno. Tradotto, con la flessibilità del luogo e orario di lavoro ci si può concentrare sui risultati invece che sulle ore lavorate.

Con una buona pratica, lavorando in modo flessibile si impara a fare di più in meno tempo. Forzando invece tutti a stare in ufficio abbiamo e concentrarsi sul timbrare il cartellino, abbiamo conosciuto gente che andava in giro per i corridoi con una cartellina sotto il braccio fingendosi impegnati per non far insospettire i colleghi.

Nella nostra esperienza, lavorando in aziende organizzate con la mentalità flessibile, abbiamo costantemente occupato le 40+ ore settimanali migliorando ogni settimana la produttività nostra e dei nostri gruppi. Come? Chiedendoci ogni venerdì, dopo aver guardato cosa abbiamo fatto questa settimana: cosa dovremmo cambiare la prossima settimana per fare di meglio? 

Seguendo queste pratiche si può dedicare tempo alle cose che contano davvero: se stessi, la famiglia, gli amici e riportare il lavoro alla dimensione corretta. 8 ore sono circa metà della vita da svegli: perché sprecarle con una cartellina finta sotto il braccio?

Per le aziende


Diciamocelo subito: alcune aziende non potranno mai funzionare in smartworking. Non solo l’ILVA di Taranto ma neppure la piccola azienda di contabilità di paese con cinque dipendenti gestita dal commercialista 80enne che “si è sempre fatto così, non cambiare niente”. Per chi lavora in aziende così, tenete duro: siamo con voi. Più che suggerire di trovare un nuovo lavoro non possiamo.

Le aziende moderne con produzioni immateriali, organizzarsi in modo da non dipendere dall’avere tutti i dipendenti nello stesso ufficio allo stesso tempo può significare dipendenti più felici. E come le vacche felici fanno più latte, anche i dipendenti… ok, questa è venuta male ma ci siamo capiti, no?

In alcuni casi, le aziende possono anche avere costi minori ma non siamo sicuri che sia vero. Certo abbiamo lavorato in aziende con 50 dipendenti che affittavano un ufficio con solo 30 scrivanie, risparmiando sugli affitti e sugli arredi. Però queste aziende davano sussidi per arredare gli uffici remoti/casalinghi e per pagare viaggi per quelle riunioni periodiche che comunque sono necessarie per costruire gruppi sociali solidi.

Per la società

Vuoi mettere meno traffico? Già quello da solo ridurrebbe la spesa sanitaria globale, per la riduzione di inquinamento e stress!

E il papà che passa più tempo coi figli? Poterli accompagnare a scuola, e caricare una lavatrice tra una riunione e un’altra. Meno tate e più tempo per badare agli anziani. La società ci guadagna.

Non dobbiamo aggiungere altro, ci sono vari studi che sembrano confermare l’importanza per i bambini di passare più tempo con i genitori.

Quali limiti e rischi nella flessibilità

Non sono tutte rose e fiori, ovviamente. La sfida maggiore quando non si lavora tutti nello stesso posto allo stesso momento è il coordinamento delle attività. Se aspetti da Mario dell’ufficio acquisti un documento da giorni, hai già chiesto via email due volte e non hai risposta… se tutti foste insieme in ufficio andresti a parlare con Mario faccia a faccia.

Da remoto diventa più complicato, specie se l’azienda non è strutturata per gestire personale distribuito. Da notare che gli investimenti per migliorare il lavoro remoto sono facilmente ripagati da un miglioramento generalizzato delle condizioni di lavoro per tutti, anche per chi resta legato all’ufficio.

Il diritto alla disconnessione

Il rischio peggiore per i singoli lavoratori è di lavorare troppo e bruciarsi. Per fortuna in Italia esiste il diritto alla disconnessione ma anche per disconnettersi bisogna avere disciplina personale e di gruppo. Altrimenti avrai sempre qualcuno che ti manderà messaggi urgenti la domenica pomeriggio, aspettandosi anche una risposta veloce.

Creare la cultura aziendale dello smart working richiede impegno. Coordinarsi per essere efficaci a distanza necessita l’umiltà di imparare nuove tecniche. Abbiamo fondato Remotati per condividere quello che abbiamo imparato negli anni.

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