Come usare le emoji per salvare le apparenze

Le emoji salvano la faccia

Usando le emoji con maestria puoi aggiungere spessore ai rapporti a distanza. Oppure puoi simulare entusiasmo! Le emoji sono uno strumento fondamentale per la carriera dei remotati.

La cosa grandiosa di lavorare da remoto è che sono poche le occasioni per farsi vedere. Questo vuol dire, fortunatamente, che il tuo capo non vede che alzi gli occhi al cielo quando ti racconta su Slack l’interminabile storia del suo fine settimana. Nessuno ti sente abbaiare in frustrazione quando la tua collega antipatica annuncia “un’idea geniale” – la stessa che avevi presentato tu la settimana prima senza riscontro – o sospirare alla “buona notizia” che un altro cliente richiede un webinar tra 10 giorni.

Ciò significa che da remoto puoi lavorare con tanti tipi di persone, inclusi quelli con cui non hai nulla in comune! Limitare le conversazioni a chat, email e qualche videochiamata smussa e ripiana le classiche discrepanze che generalmente non consentono nemmeno di farti ottenere quel ​​lavoro.


Metti che non sei adatto alla “cultura aziendale” o rovineresti la foto “Chi siamo”. Forse sei più grande del tuo capo, non hai finito l’università o non usi lo stesso bagno degli ingegneri. E allora? Tutto questo conta molto meno se non sei a stretto contatto nella mensa aziendale cinque giorni alla settimana.

E, sebbene non lo consigliamo per lunghi periodi, puoi anche portare i soldi a casa lavorando con delle persone che non rispetti. Pensa ai poveracci costretti a condividere lo stesso spazio con degli estranei per oltre 40 ore a settimana.

Come fare bella figura con le figure

Le emoji possono mostrare la tua bella faccia con il minimo sforzo possibile: prima di tutto, mantenere le apparenze.

Le prime emoji risalgono alla fine degli anni ’90 e sono invecchiate meglio di tanti altri trend di quel periodo (Furby e le Spice Girls, per nominare due). Oltre ai primi cellulari in Giappone, i pionieri di internet li hanno adottati nelle mailing list e nelle chat IRC con l’introduzione di Unicode (💩 U + 1F4A9 PILE OF POO). Il resto del mondo li ha raggiunti nel 2008, quando Apple ha introdotto la tastiera emoji sull’iPhone. Oggi praticamente tutti i sistemi di chat professionali dispongono di emoji e si possono usare in modo intercambiabile con gif e sticker.

La cosa principale da ricordare è che quando comunichi tramite questi simboli, il tuo obiettivo è di amplificare qualsiasi reazione che l’altra persona si aspetta. E`importantissimo: siccome chi ti legge non vede la tua faccia, nelle comunicazioni online vince l’emozione prevalente di chi legge.

🚫 Evita in modo assoluto  di usare le emoji per emozioni negative (rabbia o frustrazione) o per fare del sarcasmo.

Ecco alcuni esempi:

  1. Il tuo capo ansioso butta una riga nella chat dicendo “buone nuove!”
    La tua reazione reale: ❌ “Mani nei capelli: fammi indovinare – devo prepararmi a fare straordinari senza aumento di stipendio?”. Idealmente ignoreresti il messaggio in attesa di dettagli ma hai imparato che è meglio dargli retta subito, così non stressa.
    Usa l’emoji 😃 o 😁 mentre aspetti che arrivi al dunque.
  2. Il tuo collega ti ricorda inutilmente per l’ennesima volta che aspetta da te un documento per domani.
    La tua reazione reale: ❌ “Che, siamo tornati a scuola? Perché sprechi il mio tempo?”
    La tua reazione emoji: ✅ 👍, 👌 🆗 oppure una gif animata con il coniglietto rosa con occhiali da sole che fa il pollice in su.
  3. Un altro team celebra un traguardo raggiunto con un annuncio sulla chat.
    La tua reazione: ❌ “Bravi! Ma non li conosco! Potrei perdere 20 minuti prima di capire come commentare in modo appropriato… ma ho di meglio da fare”.
    La tua reazione emoji: 🙌, 💪, 💣 oppure una gif con unicorno che salta fuori da una torta di compleanno.

Quando le emoji peggiorano le cose

Se hai la miccia corta 💣, fatti un favore: la prossima volta che qualcuno spara una stupidaggine, togli le mani dalla tastiera. Resisti all’impulso di lanciare 💩 e la successione di facce  😱😖😒🙀. La strategia migliore è alzare le mani e farsi un giro completamente scollegato!

Se senti il dovere di rispondere, tieni un elenco di frasi blande pronte da copiare e incollare per guadagnare tempo. “Ah, OK. Sono al telefono, ci sentiamo dopo?” “Sono in riunione, mi scrivi tutto per mail?” Fai finta di non stare a casa e rispondi dal cellulare “Sono bloccato in macchina, sentiamoci dopo!”

Se invece qualcuno ti segnala un errore o una scadenza mancata, la soluzione migliore è il contrario di lasciar parlare le emoji. Ti tocca scrivere sincere scuse e sottolineare che cosa farai per evitare che non succeda mai più. Un 🤦 o una gif scherzosa ti farà sembrare come uno che non prende sul serio il suo lavoro.

Gli essere umani contano qualcosa come 250,000 espressioni, conviene prendere vantaggio dal fatto che nessuno puoi vederti mentre lavoro. Le emoji servono a non prolungare conversazioni inutili, mantenere la pace e rendere il lavoro meno noioso.

Tu come usi le emoji?

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